Scuola 2025/2026: modifiche anche per l’esame di stato, si torna all’esame di maturità

Immagine avatar per Roberta

Roberta Pubblicato il 26 Gennaio, 2026

4 minuti di lettura | 37 Visite

Richiedi maggiori info gratis

Il ministro Valditara lo aveva annunciato già a luglio: da Giugno 2026 chi sceglie volontariamente di fare scena muta all’orale sarà ritenuto non idoneo e dovrà ripetere l’anno. Il colloquio orale diviene multidisciplinare, valutando le competenze acquisite per l’intero percorso di studi scolastico. Per gli studenti maturandi (ossia che frequentano l’ultimo anno delle superiori), durante il colloquio dovrà essere trattato l’elaborato critico circa la cittadinanza attiva e solidale. Questo intento è stato confermato dal un decreto legge del 4 Settembre 2025 che entrerà in vigore nelle prossime settimane. Ma come si è arrivato al ripensamento dell’orale?

Gli antefatti

Nella scorsa sessione degli esami di stato, due studenti in Veneto, (uno studente di Padova e una studentessa di Belluno) hanno scelto per protesta di non sostenere l’orale, optando per un “silenzio critico” e di “accontentarsi” del punteggio già acquisito con i crediti scolastici e le prove scritte, risultando così promossi, pur non avendo sostenuto il colloquio orale.

Le motivazioni per la studentessa erano il richiamare la mancanza di attenzione verso le persone, a fronte di un ottima preparazione, mentre per lo studente la motivazione era far riflettere sul peso emotivo eccessivo conferito ai voti, che ha esasperato la competizione in alcuni suoi compagni di classe.

Il decreto del 4 settembre 2025: da esame di stato al ritorno della maturità

Da qui, è sorta l’esigenza di evitare queste situazioni limite, che ha portato il Consiglio dei Ministri ad approvare il 4 settembre 2025 il decreto-legge sulla riforma dell’Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione, ma anche delineare misure che valorizzino il personale scolastico e riguardanti la sicurezza dei viaggi d’istruzione.

Come anticipato dal ministro Valditara, non si parlerà più di esame di stato ma tornerà a chiamarsi “Esame di maturità”, con una revisione delle modalità del colloquio orale, che saranno volte a misurare competenze, conoscenze, responsabilità, autonomia e capacità di argomentare da parte dello studente.

Parimenti, i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) sono rinominati “formazione scuola-lavoro”, di cui si terrà conto nell’esame finale come per l’insegnamento di educazione civica. Le commissioni sono state rimodulate, saranno una ogni due classi e saranno composte da un presidente esterno e quattro commissari, di cui due membri interni e due membri esterni per ciascuna classe.

I due scritti rimarranno, mentre l’orale diventerà obbligatorio ed avrà un’impostazione maggiormente multidisciplinare, che servirà a certificare il grado di “maturazione complessiva” ed a valorizzare i percorsi che spaziano dall’educazione civica alle competenze trasversali. Saranno inoltre quattro le discipline oggetto del colloquio d’esame, individuate annualmente con decreto ministeriale e la commissione potrà integrare il punteggio bonus non più fino cinque punti, ma ad un massimo di tre punti.

Questo per evitare emulazioni dei casi di “scena muta”della scorsa sessione d’estate, che , grazie al punteggio minimo ottenuto con prove scritte e crediti, non ha impedito il conseguimento del diploma a chi ha adottato tale forma di protesta.

In più, nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, i passaggi per studentesse e studenti alla corrispondente classe di altro indirizzo, articolazione o opzione non richiederanno più il preliminare superamento di un esame integrativo, mantenuto dal terzo anno in poi. Dall’anno scolastico 2026/2027, gli iter della filiera tecnologico-professionale saranno assorbiti nell’offerta formativa del secondo ciclo di istruzione e il dirigente scolastico potrà proporre la candidatura di tali percorsi per la loro attivazione, che sarà disposta dopo l’accoglimento da parte del Ministero.

Conseguenza della scena muta

Questa decisione del Ministro Valditara è motivata dal punire chi boicotta l’esame volontariamente con il silenzio, e rifiutare di sottoporsi alla prova pur essendo preparati. La scena muta quindi non diviene più una forma di protesta che non inciderà sull’andamento finale dell’esame, ma un atto volontario di non partecipazione, punito perciò con la bocciatura e la ripetizione dell’anno, senza poter confidare sui crediti minimi già raggiunti.

Le reazioni

Se la maggior parte dell’opinione pubblica sono favorevoli alla “chiusura della falla”, evitando di ridicolizzare il lavoro di chi effettua le valutazioni attraverso escamotage “furbi”, le organizzazioni studentesche condannano questa misura come “repressiva”, incapace di intercettare il disagio dei maturandi che può emergere durante gli orali, ma anzi volta ad agevolare chi conduce un orale disastroso per scarsa preparazione. Fra i docenti ed i dirigenti le posizioni sono assai più variegate, che spaziano dall’esigenza di tutelare il valore legale dell’esame ma anche di saper distinguere quali casi di possibile protesta siano indipendenti da fragilità emotive o ansia. Da un punto di vista squisitamente tecnico, gli esperti segnalano che tale intervento renderà necessario un adeguamento del quadro normativo che al giorno d’oggi disciplina il punteggio dell’esame, con ricadute operative per le commissioni non banali.

Infine, la FLC CGIL, uno dei maggiori sindacati della scuola, è molto critica su questa riforma, che la vede molto simile ad una riforma Gentile che a un reale investimento sulle potenzialità dei ragazzi: rilevano infatti come sia un controsenso rendere obbligatorio l’orale ma abbassare i punti bonus possibili che la commissione possa attribuire, da tre a cinque, sminuendola di fatto, con il conseguente ridimensionamento del lavoro delle commissioni. Inoltre, il recupero delle vecchie diciture “Esame di Maturità” ed “alternanza scuola lavoro” svuota, per la FLC CGIL, il ruolo educativo e di crescita personale che la scuola dovrebbe ricoprire per i ragazzi. Anche il ripensamento della prova orale, incentrata solo su quattro discipline e senza l’analisi di un materiale scelto dalla commissione, rappresenta un ritorno ad una prova di tipo nozionistico e non più incentrata anche sulle capacità di ragionamento del candidato.

Anche se è un segnale positivo l’intenzione di effettuare maggiori investimenti nella formazione, vi è preoccupazione per la FLC CGIL del meccanismo che si attiva attraverso l’eliminazione di prove integrative nei passaggi al biennio e tramite il rafforzamento della filiera tecnologica; questo a prima vista agevola i passaggi verso opzioni più semplici (o più “brevi”) da parte di allievi che potrebbero avere difficoltà nel passaggio alla secondaria di secondo grado, orientando più agevolmente verso la filiera tecnico-professionale. Questo potrebbe portare nel tempo ad una impostazione duale maggiormente selettiva che indirizza, o mantiene, chi studia (o possiede i mezzi per farlo) e chi dovrà al più presto rivolgersi al mondo del lavoro. Questo porta ad una frammentarietà evidente dei percorsi nella dualità liceo-tecnico,superara rispetto alle esigenze moderne del mercato del lavoro e carente verso una formazione complessiva.

Contattaci per avere maggiori informazioni.

Tags:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ottieni il tuo diploma »

Richiedi informazioni gratuite
Questo sito utilizza cookie
Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nella cookie policy. Il rifiuto del consenso può rendere non disponibili le relative funzioni. Usa i relativi pulsanti per accettare tutti o solo i cookie necessari.
Necessari
Preferenze
Statistici
Marketing