Cosa è accaduto nel 2023 dopo il diploma? Lo svela AlmaDiploma

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Roberta Pubblicato il 17 Maggio, 2024

2 minuti di lettura | 56 Visite

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Uno dei momenti più delicati nella vita di studenti e studentesse, dopo il diploma, è quello che riguarda la scelta del passo successivo. Scegliere come continuare il proprio percorso non è una questione facile, e vi è una certa variabilità di opinioni a tal riguardo. C’è chi sembra già determinato su quale strada intraprendere, chi appare spaventato dal futuro, chi sceglie seguendo il proprio istinto e cuore e chi invece pensa al ritorno economico.

A tal proposito Alma ha condotto diverse indagini a tal proposito e ha reso noti i risultati dell’analisi svolta negli scorsi mesi su quasi 29mila diplomati del 2023, attraverso un questionario distribuito in 159 istituti (sia indirizzi liceali, che tecnici e professionali).

Tale questionario aveva lo scopo di raccogliere le opinioni dei giovani relativamente alla loro esperienza scolastica e le loro aspettative future, mettendo in luce proprio quel momento di transizione delicato che fa passare gli studenti dalla scuola al mondo accademico o lavorativo.

Indagine di AlmaDiploma 2023: cosa è emerso

Ciò che è emerso da tale indagine è che, dopo il diploma, il 70% degli studenti ha dichiarato di voler proseguire con gli studi universitari e di questi il 59% vorrebbe dedicarsi solo allo studio, mentre il resto conciliare lavoro e studio. Al contrario, solo il 10% ha espresso il desiderio di lavorare e basta, e il 15% ha invece dichiarato di non sapere ancora che strada prendere.

Inoltre altri dati sono emersi dalle indagini: ad esempio chi ha frequentato un liceo sembra più propenso a proseguire con un percorso accademico secondo le statistiche.

Nel 2023, il 76,1% degli studenti liceali ha dichiarato di voler solo studiare, così come il 42% di chi esce da un istituto tecnico. Negli istituti professionali la tendenza divide gli studenti in un 27,3% che vuole continuare con gli studi contro un 24,9% che vuole lavorare, percentuale in calo rispetto al periodo pre -pandemico.

Un forte peso nelle scelte di questi studenti sembrano averlo fattori legati al loro background socioculturale, al rendimento scolastico, allo svolgimento di attività extrascolastiche e lavorative. Tra coloro che vogliono continuare con il lavoro, vi è una fetta di studenti che cerca un impiego a tempo pieno (circa il 26,1%) e chi invece vorrebbe dedicarsi a qualcosa di occasionale (circa 44,5%).

Indagine di AlmaDiploma 2023: le possibilità di guadagno

Una ulteriore divisione tra questi studenti riguarda la possibilità di guadagno (il 67,8% sembra interessato a ciò) che è tra i primi fattori presi in considerazione, seguita solo dall’acquisizione di professionalità e l’assicurarsi un posto di lavoro. Meno peso nella scelta di lavorare sembrano invece averlo la possibilità di contatti con l’estero (38,7%) e la coerenza con i propri studi (30,5%).

Non tutti poi sembrano intenzionati a cambiare la propria residenza per lavoro: solo il 30,1% degli studenti interessati a un lavoro a tempo pieno sembra disponibile a spostarsi. Parlando invece di chi vuole proseguire con gli studi, sembra che una forte influenza su tale scelta venga da interessi professionali e culturali, con qualche differenza in seno alla diversa provenienza scolastica.

L’università come pass per il lavoro dei sogni

L’università è vista da tutti gli studenti intervistati, indifferentemente dalla provenienza, come il percorso migliore per arrivare a svolgere il lavoro che si desidera, ed è questo il primo motivo della sua scelta. In secondo luogo, diplomati professionali e liceali, scelgono di continuare con un percorso accademico per approfondire i propri interessi culturali ed infine per il guadagno.

Per coloro che escono da un percorso tecnico, invece, al secondo posto delle ragioni per continuare gli studi c’è la possibilità di un lavoro ben retribuito, e al terzo invece la possibilità di approfondire i propri interessi culturali: dunque una sorta di inversione di tendenza.

Infine le ragazze risultano molto più interessate rispetto ai ragazzi a continuare con lo studio (un 67,5% contro un 51%).

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